giovedì 28 gennaio 2016

La tragedia dello Shuttle Challenger, 30 anni fa

Erano le 11:38 del 28 gennaio 1986, quando lo Space Shuttle Challenger decollò per la sua decima missione dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, Florida.
 A bordo c'erano 7 astronauti: Dick Scobee, il comandante, e i colleghi Michael John Smith, Ronald
McNair, Ellison Onizuka, Gregory Jarvis e Judith Resnik; c'era anche Christa McAuliffe, la prima insegnante addestrata per un volo spaziale, che avrebbe dovuto trasmettere di lì a poco la prima lezione di scienze dallo Spazio.

Non ci arrivò mai: a 73 secondi dal lancio, il Challenger si disintegrò in aria, in seguito al guasto di una guarnizione nel razzo a propellente solido destro che provocò una fuoriuscita di fiamme e il cedimento del serbatoio esterno dello Shuttle, pieno di ossigeno e idrogeno liquidi.

La capsula contenente l'equipaggio, rimasta intera, proseguì la sua traiettoria orbitale per schiantarsi sull'oceano 2 minuti e 45 secondi dopo la rottura. Probabilmente, almeno parte dell'equipaggio era ancora vivo al momento dello schianto.


L'equipaggio al completo. Da sinistra a destra, Sharon Christa McAuliffe, prima insegnante nello Spazio; Gregory Jarvis, specialista di payload; Judith A. Resnik, il comandante Francis R. (Dick) Scobee, Ronald E. McNair, Mike J. Smith, Ellison S. Onizuka.

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