martedì 26 gennaio 2016

Sport - SATI Dynamic per l’equilibrio

L’equilibrio muscolare
Il principio dell’equilibrio muscolare è il bilanciamento dello sforzo tra i muscoli agonisti ed antagonisti. 
Il lavoro che si produce deve essere armonico e razionale, in modo da non avere una predominanza di tono muscolare di un gruppo rispetto all’altro. Questo lavoro permette di fissare le articolazioni in posizione corretta, rinforzando indirettamente la postura. 
Variando il punto di applicazione del carico sui gruppi muscolari flessori ed estensori,
secondo la “Legge dell’alternanza”, permettiamo un momentaneo riposo attivo che rende più efficiente la risposta alla sollecitazione a seguire.
Propriocettività
E’ un termine che ha introdotto Sherrington per descrivere gli ingressi sensoriali che originano dai propriocettori, particolari strutture, nel corso di movimenti guidati centralmente.
La loro principale funzione è di fornire informazioni di retroazione sui movimenti propri dell’organismo, in altre parole di segnalare, momento per momento, quali siano i movimenti che l’organismo stesso sta compiendo.
I propriocettori sono terminazioni nervose che mandano informazioni al sistema nervoso; gli stimoli sono avvertiti da particolari recettori posti nei muscoli, nei tendini e nelle capsule articolari. Queste terminazioni generano impulsi nervosi che sono trasmessi al midollo spinale e da qui possono rimanere nel midollo spinale stesso, per la determinazione dei riflessi spinali, oppure raggiungere altre zone del midollo spinale o del cervello, per la determinazione di funzioni specifiche.
I propriocettori hanno una funzione fondamentale nel controllo della contrazione dei muscoli scheletrici e attraverso quest’ultima è esplicata la maggior parte delle funzioni fisiche del corpo. Questo controllo è realizzato per mezzo di due tipi di recettori distinti:
I fusi neuro-muscolari (distribuiti nel corpo muscolare)
Gli organi del Golgi (posti nei tendini)
L’equilibrio
L’equilibrio che si mantiene nella postura eretta è un tipico ed importante esempio di come vengono coinvolti tutti i meccanismi propriocettivi. L’equilibrio, infatti, mantenuto con lo spostamento ripetuto di masse (segmenti corporei) originate da continue azioni involontarie e coordinate di contrazione e rilassamento della muscolatura, in modo da adattare continuamente la posizione del baricentro, affinché la proiezione di quest’ultimo non esca dall’ “ombra d’appoggio” sul piano.
Per capire come agiscono i meccanismi propriocettivi, bisogna “ascoltare” quello che è trasmesso, sensorialmente, dal piede, la parte del nostro corpo che può fornirci il maggior numero di informazioni propriocettive.
E’ necessario ricordare che il controllo propriocettivo è fondamentale, oltre che per le attività dove è richiesto l’equilibrio, come ad esempio per la ginnastica nella quale l’atleta ha bisogno di mantenere il suo equilibrio in posizioni anche invertite, ma pure per il tiratore scelto ad esempio, che deve stabilizzare la sua arma nello spazio.
Per tutte le discipline dove è indispensabile un grande senso di equilibrio o del controllo di un gesto tecnico (sci, pattinaggio, arti marziali, ecc.), la sensibilità propriocettiva è una caratteristica essenziale.
Non è, infatti, rappresentato da una situazione definita, ma deriva da un continuo adattamento tonico-posturale-coordinativo.
L’allenamento si deve basare su esercizi che portano la muscolatura a reagire utilizzando il pieno funzionamento di tutte le aree d’informazione, In modo da poter avere una giusta reazione motoria alla nuova situazione posturale.
Nel caso opposto, quando questo controllo è mancante, con una reazione rallentata e/o inesatta, si determina un errore nel gesto da eseguire, che in genere si traduce in una caduta.
Per migliorare l’equilibrio dobbiamo passare attraverso l’allenamento finalizzato a mantenere la posizione voluta, unendolo ad un’elevata capacità di correzione degli sbilanciamenti.

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