Il Polo Reale diventa autonomo e cambia identità. Il ministro Franceschini ha firmato il decreto che attribuisce un nuovo nome all'area museale torinese: nascono i "Musei Reali" di Torino che avanzano così nel processo di autonomia previsto dalla riforma. Nuove parole per rendere più trasparente la radice storica che unisce le cinque grandi istituzioni culturali ospitate nell'antica residenza torinese dei Savoia: il Palazzo Reale con l'Armeria e la
Biblioteca, il Museo di Antichità e la Galleria Sabauda. Un patrimonio legato alla storia della dinastia sabauda, da Emanuele Filiberto, a cui si deve il trasferimento della capitale da Chambéry a Torino, fino a Carlo Alberto, con il quale si compie la trasformazione delle collezioni di famiglia in un museo pubblico.
I Musei Reali sono oggi un distretto culturale confrontabile con i grandi musei d'Europa (Louvre, British Museum, Ermitage). Oltre 3 chilometri di percorsi espositivi, più di 46.000 metri quadrati di pertinenze, 7 ettari di giardini.

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