dal comico, anch'esso afroamericano, Chris Rock.
Intervistato da Robin Roberts nel programma Good Morning America, su Abc, Smith ha dichiarato di sentirsi "a disagio per questa situazione", riferendosi al fatto che per il secondo anno consecutivo nelle 20 nomination relative ad attori e attrici non c’è nessun suo collega di colore. L’attore diventato famoso con la serie cult negli anni ’90 "Il principe di Bel Air" e attualmente nei cinema americani con "Concussion" è l’ultimo in ordine di tempo ad essersi schierato contro l'assenza di diversità e il presunto razzismo dell’Academy.
Ad iniziare era stato il regista Spike Lee che aveva dichiarato di non voler partecipare a una cerimonia che non celebrasse il talento di nessun afroamericano. A fargli eco, poco dopo, è stata la moglie dello stesso Smith, l’attrice Jada Pinkett Smith che prima su Twitter e poi in un video sul suo account Facebook ha dichiarato che non sarebbe stata presente la sera del 28 febbraio. Ma non finisce qui, perché a cavalcare la polemica c’è stato anche George Clooney con un’intervista rilasciata al magazine Variety. L’attore premio Oscar per "Syriana" ha dichiarato: ”Dieci anni fa si faceva un lavoro migliore. Pensate solo a quanti afroamericani venivano nominati. Credo che la questione da porre adesso sia: quante possibilità esistono oggi per le minoranze di lavorare in film di qualità?”.
Tornando a Smith, l'attore nel corso dell'intervista a Abc ha poi ironizzato dicendo: "Mia moglie non parteciperà, sarebbe imbarazzante presentarmi con Charlize Theron". "Io e Jada ne abbiamo discusso molto", ha aggiunto l’attore che ha poi sottolineato come seppure facciano "parte di questa comunità" (quella di Hollywood, ndr) siano entrambi “a disagio ad assistere alla cerimonia e fare finta che sia tutto ok". "Credo che la diversità sia il super potere dell’America, ciò ci rende cos" grandi. Cos" tante persone provenienti da posti cos" diversi che con le loro idee, i loro sogni e le loro esperienze creano una miscela meravigliosa”, ha affermato Smith secondo cui Hollywood dovrebbe rappresentare questa diversità. “Quando guardo alle Nomination vedo che queste non riflettono tale bellezza”, ha affermato aggiungendo che lui si sente in "dovere di proteggere" questa bellezza e questa diversità.
L’Academy, dal canto suo, ha provato a smorzare i toni tramite il suo presidente, l’afroamericana Cheryl Boone Isaacs, con un comunicato stampa rilasciato due giorni fa. “Pur riconoscendo e celebrando - si legge nella nota - il meraviglioso lavoro fatto dai candidati di quest’anno, ho il cuore spezzato e sono demoralizzata per la mancanza di inclusione. È una questione delicata ma importante ed è il momento di fare grossi cambiamenti. L’Academy sta compiendo passi difficili nel tentativo di modificare la composizione dei suoi membri. Nei prossimi giorni porteremo avanti una revisione del meccanismo di reclutamento dei soci al fine di garantire la necessaria diversità tra i votanti del 2016 e quelli degli anni a venire”.

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