L’allarme rosso, invece, è il massimo livello di preparazione in vista di un attacco nemico ritenuto imminente.Il livello di allerta è stato ordinato dal Ministero della Difesa turco ed è stato riferito dall’agenzia di stampa Anadolu.
Per i turchi, invece, la violazione sarebbe avvenuta così come sarebbero stati effettuati anche gli avvertimenti radio sui canali tradizionali e di emergenza. Poco prima di lasciare il paese per un viaggio istituzionale in Cile, il presidente Tayyip Erdogan ha nuovamente confermato la violazione dello spazio aereo turco ad opera del Su-34 russo. Ad essere violato è stato lo spazio aereo della NATO – ha aggiunto Erdogan dall’Istanbul-Atatürk – se altre violazioni dovessero verificarsi, Mosca ne pagherà le conseguenze. Erdogan, infine, ha confermato che Vladimir Putin non ha ancora risposto alla richiesta di un incontro ufficiale tra i due capi di stato. La crisi diplomatica tra Mosca ed Ankara si è aperta lo scorso 24 novembre, quando due F-16 intercettarono un Su-24 russo, nello spazio aereo turco al confine tra Turchia e Siria, sopra la regione Yayladagi. Dopo l'incidente, la Russia ha imposto una serie di sanzioni economiche unilaterali contro la Turchia, tra cui un divieto di importazione per i prodotti alimentari. Il 30 novembre, il primo ministro turco Ahmet Davutoglu, in una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della NATO, ha dichiarato che il Paese non avrebbe chiesto scusa ai russi per aver “svolto il sacrosanto dovere di proteggere i confini”.

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