Mara ha 32 anni e da qualche tempo sta con un nuovo compagno, separato con due figli piccoli. Ogni volta che lui ha con sé i bambini trova il modo per vederla unicamente fuori casa inventando ogni volta una scusa diversa. Mara porta il problema
al terapeuta con cui aveva iniziato un percorso qualche mese prima di incontrare l’attuale partner: “avevo l’impressione che la mia presenza dentro casa lo disturbasse, quasi temesse di alterare l’intimità del focolare domestico con l’arrivo di un’estranea, a tal punto che, anche nel pieno di un acquazzone, ha preferito proporre un cinema dove portare i bambini piuttosto che stare tutti e 4 dentro casa a giocare sul tappeto o a vedere la tv, scelta che mi sarebbe sembrata assai più logica….” Mara prosegue dicendo che lui aveva sempre negato di averlo fatto per disinteresse nei suoi confronti ma solo per tutelare l’emotività dei figli che avevano vissuto da poco la separazione dei genitori, eppure lei non gli crede e ne soffre: “Mi faceva sentire una compagna di poco conto… da non portare in casa proprio perché i figli non si abituassero a una figura che sarebbe comunque di passaggio…. Più avvertivo questa sensazione più lo tartassavo, lui si schermiva e si finiva a litigare.” Un bel giorno però, Mara si accorge del falso problema in cui si stava impantanando e comincia a soprassedere. In terapia, Mara impara una strada diversa, scegliendo di astenersi da ulteriori discussioni. Il problema svanisce e, nel giro di pochi mesi, Mara viene invitata regolarmente a casa del compagno anche in presenza dei figli…

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