mercoledì 14 dicembre 2016

La storia dell’omeopatia

La storia dell’omeopatia ha ormai 200 anni e l’ultimo capitolo l’ha scritto per ora l’Australian National Health and Medical Research Council (NHMRC), il più importante istituto australiano di ricerca medica.
NHMRC ha realizzato la più completa analisi scientifica di circa 1.800 ricerche sull’omeopatia e ha concluso che non esistono patologie per le quali sia provata l'efficacia reale dell'omeopatia. Coloro che la scelgono mettono a rischio la propria salute se rifiutano o rimandano trattamenti che invece hanno dato prova scientifica di essere salutari ed efficaci.

Non è la prima volta che la scienza ufficiale smonta l’omeopatia. Era già successo nel 2002, nel 2010 e nel 2014

LA STORIA DELL’OMEOPATIA. La pubblicazione di NHMRC non convincerà probabilmente chi crede nell’omeopatia, sviluppata alla fine del ’700 da un medico tedesco, Samuel Hahnemann. Allora la medicina tradizionale non sapeva diagnosticare le malattie; si limitava a curare i sintomi con “terapie” spesso più letali dei malanni, soprattutto salassi e clisteri.Tanto letali che nel 1860, in una riunione fra colleghi, Oliver Wendell Holmes, dell’Università Harvard di Boston, aveva affermato: «Sono fermamente convinto che se l’intera materia medica attualmente usata potesse essere gettata in fondo al mare, sarebbe tanto di guadagnato per l’umanità, e... tanto peggio per i pesci».

In questo panorama la cura di Hahnemann era un passo avanti: anche se non guariva, almeno non faceva danni. E infatti alcuni studi epidemiologici sulle epidemie del passato hanno dimostrato che la terapia di Hahnemann salvava più malati della terapia tradizionale.

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