Lo sanno anche i bambini: il tempo vola quando ci si diverte, non passa mai quando ci si annoia, si sta male o siamo tristi. Nonostante siano state proposte varie ipotesi per spiegare perché la percezione del tempo cambi a seconda delle emozioni che proviamo, non si sa ancora in che modo sia
regolata nel cervello. Un gruppo di scienziati del Centro di ricerca Champalimaud di Lisbona pensa di avere individuato il meccanismo biologico che fa accelerare o rallentare il nostro orologio soggettivo: alla base di tutto ci sarebbe il neurotrasmettitore dopamina, la sostanza chimica associata alle sensazioni di piacere.
TOPI COL CRONOMETRO. Per studiare come la dopamina possa influenzare il modo in cui percepiamo il tempo, i ricercatori sono partiti dai topi. Hanno prima addestrato gli animali, per alcuni mesi, a distinguere intervalli di tempo più brevi o più lunghi, un compito che all’inizio sembrava impossibile, ma in cui gli animali si sono dimostrati via via sempre più bravi. I topi sentivano prima un suono, poi un secondo suono e dovevano mettere, “per risposta”, il muso in una feritoia alla loro destra o alla sinistra, a seconda che l’intervallo che separava i suoni fosse più breve o più lungo di un secondo e mezzo.

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