Teorizzato quasi un secolo fa e inseguito per decenni nei laboratori di tutto il mondo, l'idrogeno metallico, considerato il Sacro Graal della fisica delle altissime pressioni, sarebbe stato ottenuto in un laboratorio
dell'università di Harvard (Usa) da Isaac Silvera e Ranga Dias con un procedimento descritto in un report pubblicato negli archivi "open access" di arXiv (ottobre 2016) e in un secondo documento su Scienze (26 gennaio 2017).
In sintesi e semplificando, usando una cella a incudine di diamante (una sorta di pressa) i due ricercatori hanno sottoposto un campione di idrogeno alla pressione di 495 gigaPascal, più o meno 5.000.000 di atmosfere, una pressione che in natura non si raggiunge neppure al centro della Terra. Così compresso, l'idrogeno molecolare diventa idrogeno atomico, che è un metallo.
«Una previsione molto importante alla base della nostra ricerca è che l'idrogeno metallico sia meta-stabile», afferma Silvera: «ciò significa che rimane metallico anche quando si smette di esercitare la pressione, come i diamanti sintetici prodotti sottoponendo la grafite ad alte temperature e pressioni». Al momento il materiale esiste solo all'interno dello strumento usato per crearlo (perciò più che "raro" è "unico", sulla Terra), ma se resterà stabile si potrà verificare se effettivamente l'idrogeno metallico agisca, come ipotizzato, da superconduttore a temperatura ambiente. «E questo sarebbe davvero rivoluzionario», aggiunge Silvera, «visto che, con un conduttore tradizionale, il 15 per cento dell'energia elettrica viene persa dalla dissipazione durante la trasmissione.»

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