giovedì 26 gennaio 2017

VIRGINIA IN TRAPPOLA

Il rapporto tra il sindaco Virginia Raggi e il suo ex braccio destro, Raffaele Marra, un personaggio che i giudici del Riesame descrivono come un personaggio “spregiudicato” che “non ha esitato a mettere a frutto, da anni, la propria posizione pubblica
per ottenere vantaggi economici”. E ancora rimarcano la “sua ferma determinazione a conservare il ruolo di potere”. Sono molti, quindi, i “perchè” nel rapporto con Marra sui quali la sindaca sarà chiamata a rispondere nell’interrogatorio che dovrebbe tenersi il 30 gennaio prossimo.
La procura contesta alla Raggi i reati di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. L’indagine della Procura di Roma ha vissuto in queste ore una forte accelerazione con la notifica dell’avviso a comparire e con una serie di audizioni svolte per “persone informate” sui fatti tra cui l’assessore al commercio del Comune, Adriano Meloni.
E sarà  proprio nell’interrogatorio che la sindaca potrebbe trovarsi senza via d’uscita: se infatti sosterrà di non c’entrare nulla con la promozione di Renato Marra, a quel punto ci sarebbe l’ammissione ad aver dichiarato il falso all’autorità anticorruzione del Campidoglio a cui aveva assicurata di essere stata lei l’artefice dell’atto.
A far venire a galla i rapporti tra l’ex capo del Personale del Campidoglio e il primo cittadino sono le chat e le comunicazioni tra i due, ora al centro dell’inchiesta sulla nomina del fratello, Renato Marra, a capo del dipartimento del Turismo del Campidoglio. Le chat allegate al procedimento restituiscono un saldo rapporto e una stima professionale trai due indagati, tale che spingeva la sindaca a chiedere a Marra consulenze normative e amministrative sui meccanismi che regolano i cambi di fascia dei dipendenti comunali.
E Marra in questo senso dispensava screenshot in proposito alla sindaca con le norme in questione ma entrambi dimenticavano, eccepisce l’accusa, che in ballo c’era anche lo scatto di carriera del fratello di Marra, Renato, e dunque un evidente conflitto di interessi in corso.
Inoltre emergerebbe addirittura l’esistenza di un patto per spartirsi le nomine siglato prima delle elezioni al Campidoglio tra Raffaele Marra e Salvatore Romeo.
Il filone di indagine, in base anche alla relazione dell’Anac depositata in Procura prima di Natale, prende in esame solo la nomina del fratello di Marra ma in procura da mesi sono stati avviati procedimenti, in tema di nomina, sulla scorta dell’ esposto presentato dall’ex assessore al bilancio Carla Raineri.
Nel mentre  i Cinque Stelle fanno quadrato attorno a Virginia Raggi. “Andiamo avanti concentrati sul lavoro. Siamo sereni che tutto si risolverà” aveva detto pure la sindaca parlando con i suoi collaboratori in Campidoglio. “Raggi dice di essere serena, ma sono i romani che non lo sono – attaccano dal Pd -, venga a riferire in Aula”.  L’autosospensione della sindaca? E’ un’ipotesi che non abbiamo mai preso in considerazione. Siamo compatti al fianco di Virginia Raggi. Stiamo lavorando per la città, a partire dal bilancio che stiamo votando in Assemblea capitolina”, aveva stringato il capogruppo pentastellato Paolo Ferrara commentando alcuni retroscena su un ipotetico “piano B”.
Eppure, gli attuali sviluppi delle sceltedella sindaca sembrano rafforzare le ragioni dell’ala più ortodossa del Movimento, quella che si riconosce in Roberta Lombardi, la parlamentare che già in tempi non sospetti espresse dure critiche verso Marra.

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