martedì 14 marzo 2017

La rotazione delle stelle racconta la loro storia

Il modo in cui è orientato l'asse di rotazione delle stelle può aiutarci a capire meglio l'ambiente dove si sono formate. Un team internazionale di ricercatori coordinato da Enrico Corsaro (programma AstroFIt2 dell'Inaf) ha studiato il moto
di rotazione di un gruppo di giganti rosse, stelle con massa simile al Sole ma in una fase evolutiva più avanzata, appartenenti a due ammassi stellari aperti. L'analisi delle loro oscillazioni ha permesso di ricavare che gli assi di rotazione delle stelle di ciascun ammasso sono orientati prevalentemente in una specifica direzione nel cielo.

Le stelle nascono dal collasso gravitazionale di una nube molecolare caratterizzata da moti turbolenti al suo interno. Una nube molecolare può generare diversi ammassi stellari, ognuno dei quali contenente anche migliaia di stelle: difficile però è osservare il processo che porta all'accensione di nuove stelle e altrettanto difficile è arrivare a una ricostruzione teorica di questi eventi.

Un modo alternativo di studiare la formazione stellare è quello di analizzare gli ammassi stellari già formati, per ricavare informazioni sul loro passato. Una tematica finora poco affrontata e discussa è quella relativa all'evoluzione dei moti di rotazione durante la formazione stellare. La presenza di una rotazione globale della nube molecolare dovrebbe riflettersi in un allineamento degli assi di rotazione delle stelle che vengono generate dalla nube stessa: questo perché le stelle erediterebbero l'orientazione del momento angolare - comune fra tutte - dalla nube originaria. Studi precedenti effettuati su stelle di alcuni giovani ammassi aperti, non avevano però trovato evidenze di questo allineamento.

Il nuovo studio, realizzato con la tecnica dell'asterosismologia, ovvero della scienza che ricava le proprietà delle stelle dall'analisi delle loro pulsazioni, ha interessato due ammassi stellari aperti appartenenti alla nostra Galassia, NGC 6791 e NGC 6819, rispettivamente a più di 13 mila e di 7 mila anni luce da noi. Entrambi gli ammassi, molto evoluti, contengono una ricca popolazione di giganti rosse.

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