I moderni alchimisti del cocktail sono chiamati mixologist e coniugano il sapere tradizionale con l'approccio scientifico e nuove tecniche d'avanguardia. Non stupitevi se dietro il bancone di uno dei locali più "cool" di New York, il Booker and Dax,
vedete contenitori di azoto liquido e altri apparecchi hi-tech: il proprietario, Dave Arnold, tiene un corso di "scienza del cocktail" alla prestigiosa Harvard University, a Cambridge!
UN PO' DI SALE. La prima rivelazione dei maestri mixologist è quasi sorprendente. Gadget e add-on, per quanto avveniristici, non miglioreranno mai il nostro aperitivo quanto un umile e inaspettato ingrediente: il sale. Uno studio del 2010 ha indagato il modo in cui i recettori sulla lingua rispondono ai sapori fondamentali: acido, amaro, dolce, salato, umami. A seconda della concentrazione e di come si combinano, certi sapori verranno accentuati o moderati. Per esempio, una nota acida in un drink amaro esalterà l'amaro, ma una dose più intensa ne attenuerà l'amarezza.

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