martedì 2 maggio 2017

La solitudine del Dark Web

Un recente studio condotto da un team internazionale di ricercatori modifica, almeno in parte, le nostre conoscenze del Dark Web, ossia la parte più nascosta e difficilmente raggiungibile di Internet, spesso utilizzata per attività illegali, come il commercio
online di sostanze stupefacenti, armi, codici di carte di credito...

Secondo gli esperti del Singapore-MIT Alliance for Research and Technology ciò che viene comunemente definito come Dark Web non sarebbe in realtà una rete di siti connessi uno all’altro, come quelli della parte normalmente accessibile di Internet, ma un insieme di "silos" isolati e non comunicanti tra loro.

La ricerca è online sulle pagine del servizio arXiv della Cornell University.

4 PASSI NEL WEB OSCURO. Virgil Griffith e i suoi colleghi Yang Xu e Carlo Ratti si sono concentrati sui siti con dominio .onion (cipolla), ossia quelli che si possono raggiungere solo con browser speciali come TOR che (semplificando molto) rendono molto complesso risalire a chi vi accede.

I ricercatori sono partiti dall’esplorazione di alcune pagine che aggregano questi siti più o meno segreti e hanno ricostruito la mappa dei link che li collegano uno all’altro: dall’analisi è emerso che l’87% di questi siti non ha alcun link verso gli altri.

Ciò significa che queste realtà digitali sono di fatto delle isole che non fanno parte di alcun ecosistema.

MEGLIO SOLI. Significa anche che la parolina "web" (ragnatela) di Dark Web è utilizzata in maniera impropria: questa parte di Internet sembra infatti mancare di una delle caratteristiche fondamentali della rete, cioè l’interconnessione.

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