Questa è una storia vera. Come ogni anno, attendiamo con ansia di leggere questa scritta sul nostro schermo tv e come ogni anno non restiamo delusi. Negli Stati Uniti è iniziata il 19 aprile, qui in Italia dobbiamo pazientare ancora per una settimana, ma ormai ci siamo: l’8 maggio
inizia anche qui la terza stagione di Fargo (su Sky Atlantic alle 21.15 ogni lunedì), ormai un cult tra le serie tv, grazie alla brillante intuizione di Noah Hawley che l’ha ideata e scritta e dei fratelli Cohen che l’hanno prodotta.
Quella che lo stesso Hawley aveva definito un’idea stupida ovvero prendere “un classico tanto amato e trasformarlo in una serie tv” e farci anche una seconda (e ora una terza), buttando però tutto quello che era stato scritto finora e raccontare una nuova storia. A riascoltare oggi le parole di Hawley, pronunciate prima dell’avvio della seconda stagione, possiamo dire con una certa sicurezza che l’idea invece è stata decisamente geniale.
Anche questa volta regia, fotografia e colonna sonora sono impeccabili (tra i brani c’è anche una chicca: Prisencolinensinainciusol cantata da Adriano Celentano). La sceneggiatura, gli elementi ricorrenti, il cast sono però i motivi principali per cui non bisogna perdere nemmeno questo terzo appuntamento.
E anche nella terza stagione di Fargo, ambientata nel 2010, questi elementi ritornano, ma vengono riproposti, anche questa volta, in modo nuovo e originale. E ogni stagione ci porta attori nuovi: dopo la prima con Billy Bob Thornton e Martin Freeman e la seconda con Jesse Lon Plemons e Kirsten Dunst, in questa nuova stagione troviamo invece Ewan McGregor che interpreta ben due ruoli in Fargo 3, due fratelli – Ray ed Emmet Stussy – completamente diversi l’uno dall’altro sia nell’aspetto che nel modo di vivere: un compito piuttosto difficile, a partire dai due diversi accenti del Midwest e le ore passate al trucco, come ha spiegato l’attore scozzese in questa intervista.

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