mercoledì 14 dicembre 2016

Natale a Roma, la grande tristezza

Le feste si avvicinano. Se ne sono accorti i romani che, a differenza degli scorsi anni, hanno trovato una città spoglia di decorazioni. Ma si sa, è il nuovo corso grillino che prevede austerità e sobrietà per non essere accusati di sperperare. Sotto l’albero, per ora, Virginia Raggi non ha trovato molti doni: una nuova
assessora dimissionaria le rende più amaro il Natale. E così anche le feste dei cittadini sprofondano nella tristezza. E speriamo di salvarci almeno dall’immondizia che continua a invadere le strade.
0002Dopo la figuraccia dell’albero di Natale di Piazza Venezia, l’insoddisfazione verso la “Sindaca del cambiamento mancato”, comincia a dilagare anche fra quelli che l’avevano sostenuta. Perché quando è troppo è troppo. Hanno fatto il giro d’Italia le foto a confronto degli alberi delle varie città: tutti maestosi e luccicanti; mentre quello di Roma, sacrificato sull’altare del vuoto sbandieramento dell’onestà, fa stringere il cuore. Eppure la Raggi lo era andato ad inaugurare in pompa magna, lodandosi di averlo pagato soltanto 14mila euro: un prezzo davvero sproporzionato per una riuscita così misera.
Ma non è solo problema per queste feste romane. A rischio c’è anche il concertone di fine anno.Il Comune ha indetto un bando ma, a pochi giorni dall’apertura delle buste, non è stata presentata nessuna proposta. La lunga notte di festa tra Circo Massimo e Fori imperiali quindi è a rischio. Il motivo? Nel bando della Raggi c’è un punto fermo da cui non si transige: l’evento deve essere fatto a costo zero per le casse del Comune. Agli sponsor, quindi, toccheranno gli oneri e gli onori dell’impresa: dall’offerta artistica fino agli introiti dei diritti televisivi. Un evento per il quale l’amministrazione ha stimato un valore complessivo di 900 mila euro. Nessun privato trova conveniente partecipare, anche perché la spesa non genera automaticamente introiti delle stessa portata. Se in settimana la situazione non sarà sbloccata, la Raggi e l’assessore alla Cultura Luca Bergamo avranno due possibilità: annullare il veglione nelle due location o procedere con l’affidamento diretto, quindi con una trattativa privata. Una scelta che andrebbe contro tutti i valori di trasparenza dei grillini, evidentemente pronti, ancora una volta, a chiudere un occhio.
Poi c’è il tasto dolente del mercatino dell’Epifania di Piazza Navona. La manifestazione storica ha fatto tanto discutere nel corso degli anni, con lo scontro tra cittadini, le varie amministrazioni che si sono susseguite e gli ambulanti. Gare truccate, annullate, qualità delle bancarelle drasticamente diminuita, sentenze del Tar e insoddisfazione generale. Per non scontentare nessuno, quest’anno la Raggi ha deciso di non decidere e con l’ennesima comunicazione via social ha annunciato che la Festa ci sarà e sarà gestita direttamente dal Comune di Roma e non dal primo municipio che ne avrebbe competenza. Non è stato indetto un nuovo bando per assegnare le postazione delle bancarelle (e per evitare di far vincere sempre i soliti noti) che quindi non ci saranno ma la piazza si limiterà ad ospitare presentazione di attività da parte di associazioni e scuole di musica, teatro o altre realtà artistico-culturali. Insomma addio al simbolo natalizio per eccellenza a Roma.
C’è da sperare che la sindaca non si metta in testa di recapitare a tutti i cittadini romani del carbone per la Befana, perché, avendo imparato a conoscere il tipo, non sarebbe certo di zucchero.

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