giovedì 15 dicembre 2016

Star Wars e la fisica della spada laser

A quasi 40 anni dall’uscita del primo Star Wars e nel giorno del debutto al botteghino di Rogue One, stiamo per dare una grande delusione a tutti i fan del Lato Chiaro e del Lato Oscuro della Forza: le spade laser, protagoniste dei più
spettacolari combattimenti della saga, non sono tecnicamente realizzabili e non lo saranno nemmeno nel prossimo futuro. Lo dice la scienza.

L’idea di un fascio di luce con il quale fare a fette oggetti e nemici è quindi destinata a rimanere una pura fantasia.

La notizia è spiegata con dovizia di particolari in un articolo pubblicato su Physics.org, nel quale vengono evidenziati i limiti pratici alla realizzazione dell’arma Jedi.

PROBLEMA 1: CREARE UNA LAMA CORTA.
Una spada, per essere maneggevole, deve essere relativamente corta, nell'ordine di un metro o poco più. Ma un raggio laser, come ogni raggio di luce, ha una lunghezza infinita, a meno che non si scontri con qualcosa che ne assorba o rifletta l’energia.

Immaginate quindi di combattere con un’arma simile: una minima distrazione basterebbe per auto-decapitarvi, tagliarvi un braccio o distruggere le vostre stesse armate.

Una possibile soluzione sarebbe quella di bloccare il raggio con uno specchio, o di confinarlo in qualche modo: ma questo farebbe perdere alla spada laser la sua poesia, e la renderebbe comunque piuttosto scomoda.

PROBLEMA 2: LE DIMENSIONI.
La miniaturizzazione dell’elettronica negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante e oggi rende possibile la costruzione di proiettori laser piuttosto piccoli.

Ma produrre un raggio ad alta potenza richiederebbe un sistema di raffreddamento decisamente ingombrante e assolutamente non compatibile, nelle dimensioni, con l’impugnatura di una spada.
 

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