In Italia è conosciuto per The Floating piers, la grande passerella progettata sul Lago di Iseo. Un progetto ambizioso e spettacolare: un ponte è lungo tre chilometri e largo 16 metri e che ha collegato le varie sponde e isole del lago per alcuni giorni.
Opere incredibili ideate dai coniugi Christo Vladimirov Yavachev, nato in Bulgaria, e la compagna di una vita Jeanne-Claude Denat de Guillebon, morta nel 2009 a New York. I due – oltre che per il nome certamente “di richiamo” – sono conosciuti e seguiti a livello globale per le installazioni spettacolari.
I due artisti sono gli artefici della Land Art: l’obiettivo è intervenire sul paesaggio e modificarlo, nel loro caso in maniera provvisoria. Sono noti soprattutto per le opere realizzate con il tessuto, “imballando” monumenti o stendendo lunghi teli in luoghi naturali.
Ma ora Christo si fa notare per una scelta non solo artistica, ma politica. Infatti ha annunciato che rinuncerà a un’opera in Colorado che progetta da vent’anni e per la quale ha già speso personalmente 15 milioni di dollari di soldi propri, per protesta contro il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Christo ha annunciato la decisione con un post sul suo blog, motivandola in un’intervista al New York Times.
L’opera in questione si chiamava Over the River, e consisteva in una sorta di tettoia argentata lunga quasi 10 chilometri, che avrebbe dovuto coprire in otto punti un tratto lungo 70 chilometri del fiume Arkansas, in Colorado: sarebbe stata una delle più imponenti e ambiziose mai realizzate da Christo, che è famoso (e lo era insieme alla moglie e compagna di lavoro Jeanne-Claude Denat de Guillebon, prima che morisse nel 2009) proprio per le sue costruzioni ambiziose ed enormi, integrate nei paesaggi naturali, come i monumenti impacchettati o le migliaia di archi arancioni a Central Park. Il costo totale dell’opera era stimato in 50 milioni di dollari. Christo ha spiegato al New York Times: “Vengo da un paese comunista. Uso i miei soldi e lavoro e progetto da solo perché mi piace essere totalmente libero. E ora, il governo federale è il padrone di casa. Possiede le terre. Non posso fare un progetto che giova a questo padrone di casa”. Quando il New York Times gli ha chiesto di spiegare la sua ostilità verso Trump, Christo si è limitato a dire: “La decisione parla da sola. Il mio processo decisionale è stato che, come molti altri, non avrei mai pensato che Trump sarebbe stato eletto”.

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