giovedì 26 gennaio 2017

LA SAGGEZZA DELLA FOLLA

Un gruppo di persone riesce meglio di un singolo individuo nel compito di rispondere a un dubbio, o nel risolvere un problema. O almeno così si dice.
È la cosiddetta sapienza (o intelligenza) della
folla, wisdom of crowd in inglese, un’idea talmente abusata da essere ormai divenuta un luogo comune. Eppure, non sempre la folla ci azzecca.
 In molte circostanze, l’opinione o la risposta che emerge a colpi di maggioranza da un gruppo è quella sbagliata. Non è detto però che l’idea sia da buttar via, in assenza di alternative migliori. Un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology di Boston (Mit) propone un correttivo per dare alla vox populi maggiori chance di indovinare la verità, sperimentato in diversi curiosi casi in prove reali.



FOLLA SAGGIA O STUPIDA?A esprimere totale scetticismo nelle capacità del gruppo era stato lo psicologo e sociologo francese Gustave Le Bon, che alla fine dell’Ottocento scriveva: “le folle non possono mai compiere azioni che richiedono un alto grado di intelligenza e sono sempre intellettualmente inferiori a un individuo isolato”.

Successivamente si è invece sempre più affermata l’idea contraria, a partire da Francis Galton, che utilizzò un esperimento in una fiera di bestiame per dimostrare che mettendo assieme le risposte di tanti il peso di un bue veniva valutato meglio che da singoli.

Il voto democratico e indipendente di un gruppo di individui è il metodo con cui la saggezza della folla, ovvero la risposta “corretta”, riuscirebbe a emergere. I metodi democratici - spiegano gli autori del nuovo studio, pubblicato su Nature - hanno però un forte limite: funzionano per le informazioni più superficiali e comuni ma stentano a far emergere la verità quando si tratta di conoscenze più sofisticate - nuove e specializzate - che non hanno ancora raggiunto una grande diffusione. Ci sarebbe però un sistema per “correggere” questo metodo e migliorarlo, in modo da farlo funzionare, nonostante tutto.

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