giovedì 26 gennaio 2017

MUSICA - Pop X

“Gruppo musicale e collettivo artistico formatosi a Trento nel 2003″; dietro la definizione più formale che potrete trovare in rete si nasconde una delle novità più chiacchierate del sottobosco musicale italiano: Pop XLesbianitj è il loro primo vero album, arrivato dopo circa undici anni di
attività durante i quali, tra singoli, video, best of e manifestazioni sonore e visive più o meno strutturate, la band non aveva ancora dato alle stampe un vero e proprio disco di inediti.
E questa non linearità di approccio riflette pienamente il contenuto della loro musica; raccontare Pop X, infatti, non è facilissimo. A un primo livello si tratta di electopop con testi apparentemente surreali, ma inoltrandosi nell’ascolto si intuisce una spiccata attitudine nel mischiare le carte in tavola, una coesistenza di piani narrativi, l’apertura verso un mondo che ha una sua allucinata coerenza interna. Allo stesso tempo le canzoni di Lesbianitj spiccano per una notevole attitudine melodica, che rende alcuni brani apiccicosissimi; potenziali hit, se non fosse per le liriche, spesso quanto di meno radiofonico si può ascoltare in giro: “Nel cielo splende l’aeronautica nel cuore ho l’ano di una bambola”, recita l’incipit di Mister V, che apre il disco.
Abbiamo cercato di sintonizzare i nostri sforzi di comprensione sulle frequenze mentali di Davide Panizza, il fondatore del gruppo, nella speranza di cavare fuori qualcosa che gettasse ulteriore luce sulla musica e sul mondo di Pop X; una realtà che polarizza le opinioni: tra chi li reputa la forma più sorprendente del pop nostrano, e chi li declassa a meri produttori di insensate filastrocche digitali.
La fedele testimonianza (una trascrizione letterale) di ciò che ne è venuto fuori, sotto forma di botta e risposta, la trovate qui sotto; parafrasando una citazione famosa: un’intervista che è “la continuazione della loro musica con altri mezzi”.

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