giovedì 26 gennaio 2017

Nuova misura della costante di Hubble

Sfuttando le galassie come lenti gravitazionali un gruppo internazionale di astronomi, utilizzando il telescopio spaziale Hubble (Esa/Nasa) ha effettuato nuove misure della velocità di espansione dell'Universo.

Il risultato concorda con misure precedenti, ma non è in accordo con le misure di espansione dell'Universo primordiale: non è cosa poi molto sorprendente, ma permette di sottolineare, ancora una volta, quanto poco sappiamo di ciò che è accaduto alla nascita dell'Universo e subito dopo.

Misurando la distanza e la velocità di allontanamento delle galassie più lontane è possibile determinare la costante di Hubble per un determinato istante di tempo.
MISURE. Il tasso di accelerazione dell'espansione dell'Universo è dato dalla cosiddetta costante di Hubble, che non è esattamente una costante: cambia nel tempo, ma è uguale per un istante di tempo in ogni luogo dell'Universo. Un valore difficile da quantificare, variabile non solo perché riferito a un preciso istante ma anche perché legato anche alla non semplice misurazione della distanza di oggetti celesti presi a riferimento (per esempio le Cefeidi): per un breve approfondimento fate riferimento anche all'articolo Spitzer raffina il valore della costante di Hubble (di Mario Di Martino, 2012).

In questa occasione i ricercatori di H0LiCOW hanno utilizzato - quali riferimenti - cinque quasar (nuclei di galassie, estremamente luminosi) molto distanti dalla Terra, "dietro" a enormi galassie. La luce dei quasar subisce la gravità dell'enorme massa delle galassie e viene "piegata" in quello che chiamiamo lente gravitazionale.

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