mercoledì 26 aprile 2017

L'Homo naledi è più recente del previsto

Nel 2013, Lee Berger e i colleghi dell'Università di Witwatersrand (Johannesburg) riportarono alla luce, in una caverna del Sudafrica, i resti di 15 individui appartenenti a una specie umana mai descritta prima: l'Homo
naledi. Una scoperta eccezionale sia per l'alto numero di fossili (circa 1500) sia per le caratteristiche dei reperti, per certi versi molto moderni e vicini ai sapiens, per altri molto antichi.

L'età dei resti è rimasta a lungo un mistero: alcune ipotesi li facevano risalire anche a 3 milioni di anni fa. Ora lo stesso Berger ha finalmente sciolto l'enigma: i reperti rinvenuti appartengono a un periodo compreso tra i 300 mila e i 200 mila anni fa.

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